Se il 2024 è stato l’anno dei modelli di linguaggio di grandi dimensioni, il 2025 potrebbe essere quello degli agenti AI. Se ne parla sempre di più, ma cosa sono realmente? E soprattutto, possono essere resi accessibili anche alle piccole e medie imprese, spesso escluse dalle grandi innovazioni dell’intelligenza artificiale?
Cosa sono gli agenti AI
Un agente di intelligenza artificiale (IA) è un software capace di interagire con l’ambiente, raccogliere dati e usarli per prendere decisioni autonome al fine di raggiungere determinati obiettivi. In pratica, gli esseri umani definiscono l’obiettivo e l’agente AI determina autonomamente il modo migliore per raggiungerlo.
Facciamo un esempio concreto: immaginiamo un contact center che deve gestire le richieste dei clienti. Un agente AI potrebbe raccogliere automaticamente informazioni, analizzare documenti interni e rispondere autonomamente ai quesiti, decidendo se risolvere il problema o passarlo a un operatore umano. Questo tipo di automazione esiste già, ma oggi è utilizzata prevalentemente da grandi aziende.
Gli agenti AI per le PMI: realtà o futuro?
Il problema è che, attualmente, le soluzioni AI sono progettate per grandi aziende, con sistemi informativi complessi e risorse adeguate per l’integrazione. Ma le PMI, che spesso operano con sistemi frammentati e con una gestione meno strutturata dei dati, possono davvero adottare queste tecnologie?
Oggi, chi parla di agenti AI per le PMI spesso semplifica eccessivamente il discorso. L’integrazione dell’AI nelle piccole imprese richiede ancora tempo e adattamenti, ma la direzione è chiara: il 2025 potrebbe essere l’anno della democratizzazione degli agenti AI.
Un AI integrato, non invasivo
Uno dei punti di svolta sarà l’integrazione naturale dell’AI nei processi aziendali senza stravolgere i sistemi esistenti. In passato, adottare nuove tecnologie significava modificare completamente l’infrastruttura aziendale. Con gli agenti AI, invece, potremmo vedere soluzioni che si adattano ai sistemi esistenti e rendono l’AI accessibile anche alle realtà più piccole.
Pensiamo a uno strumento AI che aiuta un e-commerce a gestire le richieste dei clienti, ottimizzare la logistica e suggerire prodotti personalizzati, senza necessità di un reparto IT dedicato. O a un agente AI che supporta uno studio professionale nella gestione delle scadenze, della documentazione e della comunicazione con i clienti.
Il ruolo del Chief Simplifier Officer
Se questo trend prenderà piede, potremmo vedere l’emergere di una nuova figura nelle PMI: il Chief Simplifier Officer (CSO). Questa figura, con un nome che suona quasi provocatorio, rappresenterebbe chi si occupa di ottimizzare i processi aziendali attraverso l’intelligenza artificiale.
Non un tecnico, non un esperto di codice, ma un professionista che conosce il business e sa come far lavorare l’AI al servizio dell’azienda. Il CSO non sostituisce il CEO o il CTO, ma diventa il punto di riferimento per l’integrazione dell’AI nelle operazioni quotidiane, semplificando flussi di lavoro e riducendo inefficienze.
Conclusione
Gli agenti AI rappresentano una delle innovazioni più promettenti per il 2025. Oggi, sono strumenti utilizzati prevalentemente da grandi aziende, ma il vero salto sarà quando diventeranno accessibili e adattabili anche alle PMI. Se la tecnologia continuerà a evolversi in questa direzione, potremmo presto vedere l’AI diventare un alleato quotidiano anche per le realtà più piccole.
Il futuro dell’intelligenza artificiale non sarà solo nelle mani di pochi giganti tecnologici, ma di chi saprà sfruttare al meglio queste innovazioni per semplificare e migliorare il proprio business. E tu, sei pronto ad avere il tuo Chief Simplifier Officer?
Articolo di Alessandro Villa