LinkedIn: il social dei professionisti, diverso da tutti gli altri. Analisi di un social complesso e di come si è trasformato

Autore: Alessandro Chiavacci

LinkedIn è sempre stato considerato il social del business, il luogo in cui intessere relazioni, avviare collaborazioni professionali e connettersi con persone utili per il proprio percorso lavorativo. Ma quanto conosciamo davvero il suo funzionamento e il suo pubblico?

Il nome stesso, LinkedIn, deriva dal verbo inglese “to link in”, ovvero “essere collegati a”, e questo dettaglio lo rende unico rispetto a qualsiasi altro social. LinkedIn non è un social tradizionale: è profondamente unsocial, o meglio, diversamente social.

Mentre i social classici come Instagram e Facebook si basano su un approccio one-to-many, con un broadcaster che comunica a un vasto pubblico, LinkedIn rimane un social one-to-one. Ogni connessione è il risultato di una scelta reciproca, creando una rete stretta e altamente selezionata.


Come funziona realmente IN?

Se scorri il tuo feed su IN, noterai che i contenuti sono quasi interamente generati da:

  • Contatti di primo livello (persone con cui hai una connessione diretta).
  • Contatti di secondo livello (amici dei tuoi contatti che interagiscono con i contenuti del tuo network).

Non troverai contenuti di persone o pagine a tre o più gradi di separazione, a meno che tu non abbia interagito attivamente con quell’argomento o contesto. Questo crea una comunità chiusa e mirata, dove ogni messaggio arriva a un pubblico che hai selezionato nel tempo.

Un esempio personale: quando lavoravo in Manpower Italia, il mio profilo LinkedIn era popolato quasi esclusivamente da professionisti delle Risorse Umane. Con il tempo, spostandomi in altri settori, ho costruito una rete diversificata: avvocati, IT, medici e altri professionisti. La tua rete dovrebbe rappresentare le persone utili per il tuo sviluppo professionale, non un pubblico generico.


LinkedIn nel 2025: uno strumento ancora rilevante?

Assolutamente sì. LinkedIn continua a crescere in modo costante e lineare, senza grandi scossoni, e offre un’arena di professionisti pronta a connettersi.
Ecco alcuni dati globali che smentiscono l’idea che sia un social “per vecchi manager”:

  • 50,6% degli utenti ha tra i 25 e i 34 anni.
  • La Gen Z rappresenta il 24,5% degli iscritti.
  • La fascia 35-54 anni copre solo il 21,2%.
  • Gli over 55 costituiscono appena il 3,6%.

Questa distribuzione demografica evidenzia quanto IN sia giovane e in evoluzione, rendendolo un ambiente ideale per professionisti e aziende che vogliono raggiungere un pubblico dinamico.


La comunicazione di prodotto su IN: perché funziona?

Secondo la ricerca HubSpot Social Media Trend 2024, LinkedIn è il social più affidabile per la comunicazione di prodotto. Se vuoi raggiungere il tuo pubblico in modo efficace, non puoi ignorare LinkedIn.

Su questo social, l’affidabilità gioca un ruolo chiave: i contenuti apprezzati e condivisi derivano dalla credibilità di chi li pubblica e dal network che li amplifica. Non ci sono algoritmi aggressivi a spingere contenuti controversi, ma un meccanismo organico che valorizza la qualità.


Un social immune dal rage baiting?

Nonostante il suo funzionamento unico, anche LinkedIn non è immune da tentativi di sfruttare dinamiche tipiche di altri social, come il rage baiting (contenuti creati per generare indignazione). Tuttavia, la community di IN è feroce nel punire questi comportamenti:

  • Gli utenti non esitano a rimuovere connessioni indesiderate.
  • I contenuti troppo aggressivi vengono ignorati o criticati.

LinkedIn non è il social per “urlare” o per ottenere clic facili. È uno spazio che premia le conversazioni autentiche e le interazioni di valore.


Conclusione: LinkedIn, un social unico da capire e sfruttare

LinkedIn è vivo e in ottima salute. È uno strumento potente per chi sa come usarlo: costruendo una rete mirata, pubblicando contenuti utili e mantenendo uno stile di comunicazione professionale.

Nelle prossime settimane approfondiremo le dinamiche di IN, analizzando fenomeni come il rage baiting e le migliori pratiche per sfruttare il social nel 2025. E tu? Come usi LinkedIn? Condividi la tua esperienza!

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