Piano editoriale e content creation con o senza AI: come scegliere i contenuti giusti?
Autore: Alessandro Villa
Nel mondo del marketing digitale, il contenuto è il re, ma non sempre è facile capire cosa pubblicare e come costruire un piano editoriale che sia davvero efficace. Creare contenuti senza una strategia ben definita equivale a mandare messaggi al vento, rischiando di non raggiungere il proprio pubblico. Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, molte aziende trovano strumenti utili per creare contenuti rapidamente, ma anche qui bisogna fare attenzione: l’AI può aiutare, ma non può sostituire la conoscenza del proprio target e il buon senso.
Pensare al destinatario: un esempio pratico
Immaginiamo un centro revisioni auto che manda una newsletter ai suoi clienti con la storia della Formula 1. È un contenuto interessante, ma davvero rilevante per il pubblico? Probabilmente no. I clienti che si rivolgono a un centro revisioni cercano soluzioni pratiche per la manutenzione del veicolo, offerte su controlli e assistenza. Raccontare la storia della Formula 1 può sembrare affascinante, ma se non risponde alle esigenze del cliente, rischia di essere ignorato.
Questo esempio ci insegna l’importanza di capire a fondo il proprio target e le sue esigenze. Se il pubblico non è interessato al contenuto, inviare un messaggio diventa uno spreco di risorse e può persino avere un impatto negativo sull’immagine aziendale. È quindi fondamentale che ogni contenuto sia pensato e adattato alle aspettative del pubblico.
Scegliere i contenuti giusti: cosa pubblicare e cosa no?
La domanda che molte aziende si pongono è: “Dobbiamo continuare a produrre contenuti anche quando non abbiamo nulla di nuovo da dire?” La risposta è complessa, ma la chiave sta nella qualità piuttosto che nella quantità. Non è necessario riempire di messaggi se non ci sono informazioni nuove o utili da condividere. Al contrario, concentrarsi su contenuti di valore, anche se meno frequenti, permette di costruire un rapporto di fiducia con il pubblico.
Un buon piano editoriale prevede la selezione accurata dei contenuti, con una pianificazione che rispetti un equilibrio tra informazione, intrattenimento e promozione. Ad esempio, un’azienda che vende prodotti biologici potrebbe alternare contenuti informativi sulle proprietà degli ingredienti, suggerimenti per uno stile di vita sostenibile e offerte promozionali. In questo modo, il pubblico riceve un flusso di contenuti diversificato e interessante, senza sentirsi sovraccaricato.
Chi decide cosa pubblicare?
La scelta dei contenuti dovrebbe essere sempre frutto di una collaborazione tra il team di marketing e i responsabili aziendali. Capire quali messaggi sono importanti per l’azienda e quali rispondono alle esigenze del pubblico richiede una strategia condivisa. Un piano editoriale ben strutturato tiene conto degli obiettivi aziendali e delle preferenze dei clienti, e stabilisce con precisione la cadenza delle pubblicazioni, i temi da trattare e i canali da utilizzare.
L’intelligenza artificiale: un supporto o un rischio?
Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale si è diffusa ampiamente nel mondo della content creation, rendendo più semplice e veloce la produzione di testi e immagini. Ma l’AI è davvero uno strumento sicuro per creare contenuti? L’AI può supportare nella creazione di bozze, idee e nell’automazione di messaggi, ma ha anche dei limiti. L’AI, infatti, genera contenuti sulla base di modelli statistici e rischia di produrre messaggi ripetitivi o generici, poco coinvolgenti per un pubblico specifico.
Un esempio può essere la gestione dei social media di una piccola azienda di design che decide di utilizzare l’AI per produrre post frequenti. La ripetitività dei contenuti e la mancanza di personalizzazione rendono i post poco efficaci, e il pubblico percepisce una mancanza di autenticità. L’AI può fare risparmiare tempo, ma non sostituirà mai la conoscenza del mercato e l’empatia verso il pubblico. È quindi importante integrare l’AI in modo strategico, utilizzandola come supporto e non come sostituto della creatività e della conoscenza umana.
Dove pubblicare i contenuti scelti?
Decidere dove pubblicare i contenuti è tanto importante quanto scegliere cosa pubblicare. Ogni piattaforma ha il suo linguaggio e il suo pubblico specifico: ciò che funziona bene su LinkedIn, ad esempio, potrebbe non avere lo stesso impatto su Instagram o su un blog aziendale. Il contenuto dovrebbe essere distribuito in base alle caratteristiche del canale e alle preferenze del pubblico. Su Facebook, un post promozionale può risultare utile per raggiungere clienti esistenti, mentre su TikTok, un video informativo o di intrattenimento potrebbe essere più efficace per attirare nuovi follower.
Inoltre, è importante non trascurare i canali proprietari, come il sito web e la newsletter, che permettono di creare una connessione diretta con il pubblico. Ogni canale ha il suo ruolo nella strategia di comunicazione e dovrebbe essere utilizzato per valorizzare i contenuti e raggiungere gli obiettivi aziendali.
Conclusioni: la strategia è tutto
Creare contenuti senza una direzione chiara è rischioso e inefficace. Un piano editoriale ben strutturato, che tenga conto delle esigenze del pubblico e degli obiettivi aziendali, è fondamentale per garantire una comunicazione efficace. L’AI può essere uno strumento utile, ma deve essere utilizzata con attenzione. La scelta dei contenuti, la loro qualità e la loro distribuzione sui canali giusti sono elementi che possono fare la differenza tra una strategia di successo e una comunicazione dispersiva.
Ti potrebbe anche interessare: La comunicazione di prodotto e l’AI