Quanto costa aprire un e-commerce? Scelte e considerazioni iniziali

L’idea di aprire un e-commerce sembra entusiasmante: vendere i propri prodotti a un pubblico vastissimo, senza le limitazioni di un negozio fisico. Ma c’è una premessa fondamentale che voglio mettere subito in chiaro: fare commercio online non è gratis.

Nonostante i costi iniziali possano essere inferiori rispetto a quelli di un negozio tradizionale, l’e-commerce richiede comunque investimenti significativi, una pianificazione precisa e, soprattutto, una visione chiara. In questa serie di articoli voglio accompagnarti in un viaggio per capire cosa significa realmente aprire e gestire un e-commerce. Perché partire è facile, ma farlo funzionare è tutta un’altra storia.


Autore: Alessandro Villa

La piattaforma: il cuore del tuo e-commerce

Immagina di voler aprire un negozio fisico. La prima decisione riguarda il locale: dove lo metti? Centro città o periferia? Uno spazio ampio o una piccola bottega? Per l’e-commerce, la piattaforma di vendita è il corrispettivo del locale fisico. E la scelta della piattaforma influenzerà l’intero progetto.

Molti pensano che basti un sito per iniziare. Ma la piattaforma non è solo un contenitore per i tuoi prodotti: è il motore che gestisce ogni aspetto del negozio online, dalle transazioni alla gestione del magazzino, fino alla comunicazione con il cliente.


Le principali opzioni per una piattaforma

Facciamo un esempio pratico: Giorgio, titolare di un’azienda di giocattoli che finora ha venduto solo tramite distributori, decide di entrare nel mercato online. Quali scelte ha a disposizione?

1. E-commerce proprietario

Giorgio può scegliere di rivolgersi a un’agenzia per sviluppare un sito proprietario. I costi vanno dai 3.000€ ai 7.000€, a seconda delle funzionalità richieste. Per esempio, Giorgio potrebbe desiderare:

  • Integrazione con il gestionale di magazzino, per automatizzare l’aggiornamento delle disponibilità;
  • Automazione delle fatture, così da risparmiare tempo in amministrazione;
  • Funzionalità multilingua, per vendere anche all’estero.

Queste integrazioni aggiungono valore, ma aumentano i costi. Se vuoi vedere come funzionano le soluzioni personalizzate, dai un’occhiata al nostro servizio di siti web e e-commerce.

2. Marketplace come Amazon o eBay

Un’opzione più economica è caricare i prodotti su un marketplace. Giorgio non deve costruire nulla: si affida a una piattaforma esistente, pagando un canone mensile e una commissione sulle vendite (tra l’1,5% e il 3,4%). Amazon Pay è un esempio di servizio integrato che permette di gestire le transazioni in modo semplice.

Questa soluzione riduce i costi iniziali, ma impone regole rigide e limita il controllo diretto sul rapporto con i clienti.

3. Piattaforme in abbonamento come Shopify

Giorgio potrebbe optare per una soluzione a canone come Shopify o il nostro servizio MultiShop. Con costi tra i 50€ e i 200€ al mese, queste piattaforme offrono flessibilità e semplicità di configurazione. Sono ideali per testare il mercato, anche se alcune personalizzazioni possono essere limitate.


Un negozio online senza traffico è invisibile

Qualunque sia la scelta della piattaforma, Giorgio deve ricordare una cosa fondamentale: aprire un e-commerce non basta.

Un negozio online, senza traffico e clienti, è come un locale nascosto in un vicolo, con la saracinesca abbassata. Per attirare visitatori, trasformarli in clienti e fidelizzarli servono strategie precise. E qui entrano in gioco due aspetti cruciali: la gestione dell’e-commerce e la comunicazione.Nel prossimo articolo affronteremo il tema della gestione quotidiana di un e-commerce, esplorando il ruolo del personale interno o esterno e le competenze necessarie per far funzionare il negozio online in modo efficiente. Resta con noi: il viaggio è appena iniziato.

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