Negli ultimi anni, TikTok ha rivoluzionato il mondo della ricerca online, diventando per molti un motore di ricerca alternativo a Google. Una trasformazione che ha visto soprattutto la Generazione Z spostare le proprie ricerche dai browser tradizionali a piattaforme più dinamiche e visuali come TikTok. Ma questa tendenza sarà davvero permanente? Oppure, come accaduto in passato con Facebook, assisteremo a un ritorno ai motori di ricerca tradizionali come Google?
Autore: Alessandro Villa
TikTok: il motore di ricerca della Gen Z
Per la Generazione Z, TikTok è molto più di una piattaforma di intrattenimento. Secondo il sondaggio Adobe del 2024, il 64% dei Gen Zers ha utilizzato TikTok come motore di ricerca. Questo dato evidenzia un cambiamento radicale nelle abitudini di ricerca: mentre i più giovani cercano risposte rapide, visive e community-driven, Google viene percepito come lento e meno coinvolgente.
Le ricerche su TikTok spaziano dai tutorial fai-da-te alle recensioni di prodotti, dalle scoperte locali ai contenuti educativi, grazie alla capacità della piattaforma di fornire contenuti immediati, chiari e spesso autentici. Per il 46% della Generazione Z, i social media rappresentano oggi il primo strumento per trovare risposte alle proprie domande.
Il precedente di Facebook e il ritorno a Google
Tuttavia, questa nuova abitudine di ricerca sui social non è inedita. Qualche anno fa, Facebook aveva visto un trend simile: molte ricerche, specie tra le fasce più giovani, venivano fatte direttamente sulla piattaforma. Con il tempo, però, le dinamiche sono cambiate. Con l’avanzare dell’età e l’ingresso nel mondo del lavoro, le persone hanno progressivamente abbandonato Facebook come motore di ricerca per tornare a strumenti più strutturati come Google.
Perché è successo? La risposta è semplice: con l’aumentare dell’età, la ricerca diventa più finalizzata ed essenziale. Quando si entra in un contesto lavorativo tradizionale, l’accesso alle informazioni avviene principalmente su browser desktop. Pensiamo a una scrivania d’ufficio: il motore di ricerca più immediato è quello del browser sul computer, che nella maggior parte dei casi è Google.
Cosa succederà con TikTok?
Anche la Generazione Z, oggi alla guida di questo cambiamento, potrebbe tornare a Google o motori simili una volta inserita nel mercato del lavoro. Le ricerche effettuate durante l’orario lavorativo si svolgono quasi esclusivamente su desktop, per necessità e praticità. Tornando a casa, l’abitudine si mantiene: anche su mobile si tende a ricorrere a strumenti già consolidati, come Google, Bing o motori alternativi.
Questa ipotesi trova conferma nell’evoluzione delle abitudini della generazione precedente. Facebook ha vissuto il picco come strumento di ricerca informale, ma con la maturazione degli utenti è stato progressivamente abbandonato in favore di soluzioni più efficaci e affidabili. Oggi, mentre la Generazione Z usa TikTok per cercare recensioni, prodotti e consigli, la logica di mercato e la professionalizzazione delle abitudini di ricerca potrebbero riportare questa generazione a strumenti più consolidati.
Perché le aziende devono prepararsi?
Per le aziende e i marketer, questa tendenza è un segnale importante. TikTok è oggi uno strumento fondamentale per intercettare la Generazione Z e rispondere ai loro bisogni di contenuti rapidi, creativi e autentici. Ma il futuro potrebbe cambiare.
La sfida per le aziende è non fossilizzarsi su un singolo canale, ma sviluppare strategie di contenuto multi-piattaforma che integrino sia i social come TikTok sia motori di ricerca tradizionali come Google. Questo significa:
- Ottimizzare i contenuti su TikTok per intercettare ricerche visive e di tendenza.
- Continuare a investire in SEO tradizionale per intercettare gli utenti più maturi.
- Creare contenuti ibridi, che siano veloci come TikTok ma profondi come Google.
Conclusione: il ciclo della ricerca
TikTok rappresenta oggi un nuovo paradigma nella ricerca di informazioni, proprio come accadde con Facebook qualche anno fa. Tuttavia, le dinamiche cambiano con l’età e le necessità lavorative. La ricerca, quando finalizzata a obiettivi più professionali, tende a spostarsi nuovamente su desktop e su motori più strutturati come Google.
È un ciclo naturale: ciò che funziona oggi potrebbe trasformarsi domani. È per questo che noi di Dreamers Agency continueremo ad approfondire questi temi nel corso dell’anno, analizzando come cambiano le abitudini di ricerca e quale ruolo giocheranno social e motori tradizionali nel futuro delle aziende e dei consumatori.
Il mondo della ricerca è in continua evoluzione. Resta con noi per capire come navigare questi cambiamenti.
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