Un caso reale: come abbiamo raccontato Rum Diplomático

Quando un’agenzia ci ha contattato per lavorare sull’identità visiva di Rum Diplomático, la richiesta era chiara: raccontare un prodotto premium, ricco di valori culturali, attraverso immagini che sapessero evocare emozione e qualità.

Ma c’era anche un vincolo forte, che oggi accomuna molti progetti: tempi ristretti e budget definito.
In altri contesti, avremmo organizzato una produzione completa, in location, con scenografie su misura.
Questa volta, abbiamo fatto una scelta diversa.
Abbiamo scelto l’ibrido.

L’analisi prima dell’immagine

Come in ogni progetto, il primo passo non è stato produrre.
Il primo passo è stato ascoltare.

Abbiamo analizzato a fondo il prodotto, il mercato di riferimento, i competitor diretti e indiretti.
Abbiamo studiato i materiali, le bottiglie, le finiture, i colori, i toni narrativi utilizzati dal brand.
È in questa fase che si costruisce il linguaggio visivo. Non davanti al computer. Non nel prompt.
È un lavoro di regia. Di visione. Di cultura.

Da qui è nato un concept visivo che potesse guidare tutto il lavoro: atmosfere cinematografiche, richiami all’universo del rum artigianale, un equilibrio tra eleganza e intensità.
Poi, abbiamo deciso come articolare la produzione utilizzando i tre livelli del nostro Hybrid Workflow.

Livello 1: immaginare lo scenario

Nel primo livello, abbiamo generato in AI una serie di immagini atmosferiche, pensate per delineare il tono visivo della campagna.
Non erano ancora immagini definitive, ma servivano per validare una direzione, costruire una moodboard coerente, fornire un riferimento visivo per l’intero team.

Questa fase ci ha permesso di lavorare rapidamente e con flessibilità, mostrando al cliente dove volevamo andare prima ancora di scattare.
Ed è stato uno strumento utilissimo per creare allineamento e fiducia.

Livello 2: il prodotto reale al centro

Una volta definito il tono, siamo passati al secondo livello.
Abbiamo generato sfondi AI coerenti con il concept, ma il prodotto — il Rum Diplomático — è stato fotografato in studio, con una luce studiata apposta per valorizzare vetro, etichetta, texture.
Qui il lavoro è tutto di precisione: allineare prospettiva, corrispondenza cromatica, resa materica.

Il risultato? Un’immagine che mantiene l’autenticità del prodotto, ma lo colloca in un ambiente visivo costruito ad hoc, senza location, senza set complessi.
Il cliente ha potuto contare su una produzione veloce, ma senza rinunciare al controllo sull’identità.

Livello 3: lo scatto finale, in camera

Per alcune delle immagini principali, abbiamo scelto di lavorare in Livello 3: il più alto, il più sofisticato.
Abbiamo stampato gli sfondi generati su supporto fisico retroilluminato, li abbiamo montati in studio, e abbiamo costruito la scena reale in primo piano.
Luce, materiali, inquadratura: tutto è stato fatto “in macchina”.
Lo scatto esiste davvero, senza post compositiva.
Ed è questo che conferisce forza, coerenza e profondità all’immagine finale.

Conclusione: il risultato è nel metodo

Il progetto su Rum Diplomático non è stato solo un lavoro visivo.
È stato un caso concreto in cui la visione strategica, la cultura visiva e la flessibilità produttiva si sono incontrate.

Con l’Hybrid Workflow, non abbiamo semplicemente generato immagini.
Abbiamo raccontato un prodotto, costruito una narrazione, rispettato l’identità di un brand.
E lo abbiamo fatto con tempi contenuti, budget sostenibile e — soprattutto — senza mai scendere a compromessi sulla qualità.

È questo, per me, il futuro del lavoro visivo.
Unire il meglio della tecnologia alla cura artigianale della regia.
Trovare soluzioni senza perdere identità.
E continuare a costruire immagini che parlano davvero.

Articolo di Giorgio Cravero

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