Benjamin Franklin non parlava di marketing, ma lo praticava con una lucidità sorprendente. Attraverso giornali, almanacchi e contenuti utili, costruì fiducia, reputazione e influenza ben prima dell’era pubblicitaria. Questo articolo racconta come Franklin abbia anticipato il content marketing moderno, usando la parola stampata come leva di posizionamento personale, commerciale e culturale.
Molte aziende producono valore reale ma non riescono a renderlo reputazione pubblica. Il problema non è la mancanza di contenuti, ma la credibilità del racconto. L’articolo riflette su come la scrittura aziendale possa evolvere da comunicazione autoreferenziale a infrastruttura editoriale capace di costruire fiducia, autorevolezza e riconoscibilità nel tempo, attraverso un magazine di impresa che trasformi competenze e attività in informazione utile per il settore.
Una riflessione onesta sul rapporto tra presenza sui social, reputazione e risultati economici. Attraverso dubbi condivisi, citazioni reali e osservazioni sul tempo e sulla pazienza, l’articolo esplora il valore dello slow networking e della sedimentazione: ciò che resta e lavora anche quando chiudi l’app.
Nel mondo del “tutto e subito”, la pubblicità su Google viene spesso fraintesa come uno strumento a risposta immediata. In questo articolo Gabriele De Florio spiega perché i risultati veri non arrivano in sette giorni, come funziona davvero la fase di apprendimento.
Shrinkflation e skimpflation sono risposte diffuse alla pressione sui costi, ma hanno un impatto diretto sulla fiducia dei consumatori e sulla percezione del brand. Attraverso dati, ricerche e casi concreti, l’articolo analizza come riduzioni di quantità e qualità influenzino i comportamenti d’acquisto, quali strategie stiano adottando i marchi per limitare il danno reputazionale e perché trasparenza, coerenza e branding siano oggi leve decisive per la sostenibilità di lungo periodo.
Nel Medioevo, quando la maggior parte delle persone non sapeva leggere, le immagini diventavano linguaggio. Le insegne delle botteghe — santi, simboli e icone sacre — funzionavano come marchi di fiducia, strumenti di reputazione e storytelling visivo. Questo episodio di Alle radici del marketing racconta come la devozione si intrecciasse alla comunicazione commerciale, anticipando concetti moderni come branding, posizionamento e promessa di valore.
Dreamers Magazine accoglie una nuova voce nel suo percorso di guest blogging: Gabriele De Florio, founder di Clavis Marketing e stratega Google Ads. Un professionista che lavora sui dati con approccio sartoriale, mettendo al centro contesto, obiettivi reali e sostenibilità delle strategie. I suoi articoli porteranno uno sguardo onesto sulla pubblicità: metriche, limiti, errori e scelte consapevoli, per alzare il livello della conversazione nel marketing digitale.
Un viaggio alle radici del marketing attraverso la storia di Aldo Manuzio, l’editore rinascimentale che trasformò il libro in un oggetto personale e portatile. Con il formato in ottavo, il marchio dell’ancora e delfino e una visione editoriale coerente, Manuzio anticipò concetti moderni come branding, posizionamento e fidelizzazione. Un racconto che mostra come il marketing nasca molto prima della pubblicità, dentro il gesto umano di costruire valore per un pubblico.

Con questo articolo, Dreamers Agency avvia una riflessione sul marketing e la comunicazione nel Terzo Settore (TS). Nonostante le critiche alla Riforma, l'adesione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) non è un obbligo per l'associazionismo, ma la chiave per accedere a fondi, bandi e agevolazioni. Il TS non è l'Antistato, ma un presidio sociale fondamentale che sopperisce alle carenze statali, dando lavoro e sostegno. Gli Enti del Terzo Settore (ETS) devono operare con trasparenza, ma la loro grande diversità umana e strutturale impone che la comunicazione e il marketing siano sempre personalizzati e mai standardizzati.