Come contrastare la “Attention Recession”? Negli ultimi anni, la capacità di attenzione degli utenti è diminuita drasticamente. Se nel 2012 un contenuto riusciva a mantenere l’attenzione per circa 75 secondi, oggi siamo scesi a 47 secondi. Un dato allarmante per chi lavora nel marketing e nella comunicazione.

Viviamo in un’epoca dominata da notifiche, interruzioni e distrazioni costanti. Dall’interruption marketing di qualche decennio fa, siamo passati al distraction marketing, dove la “attention recession” porta i consumatori ad abbandonare sempre più velocemente i contenuti.

Se le dinamiche globali non sono modificabili, una piccola o media impresa può invece adattare la propria strategia per catturare e mantenere l’attenzione dei potenziali clienti all’interno del proprio funnel di comunicazione e vendita.

Attenzione al Valore

Il primo passo per combattere la “attention recession” è offrire un valore concreto e distintivo. I clienti non vogliono essere sommersi da contenuti autoreferenziali, ma cercano risposte ai loro problemi e soluzioni ai loro bisogni.

Una strategia vincente è spostare il focus da ciò che l’azienda vuole dire a ciò che il cliente vuole sapere. Meno autocelebrazione, più contenuti utili e rilevanti.

Poche Chiacchiere, Massima Efficacia

Se gli utenti hanno sempre meno tempo, la chiarezza e l’immediatezza diventano essenziali. I primi 3-4 secondi sono cruciali per catturare l’attenzione, come diceva il famoso spot di Cupra: i primi 7 secondi sono tutto, oggi probabilmente anche meno.

Ogni contenuto deve quindi arrivare dritto al punto, evitando lunghi preamboli. Titoli accattivanti, strutture visive chiare e messaggi diretti sono essenziali per non perdere il pubblico.

Interazioni e Dialogo con gli Utenti

Uno dei modi più efficaci per mantenere l’attenzione è coinvolgere attivamente il pubblico. Basta guardare LinkedIn: i post che generano maggiore engagement sono quelli che pongono domande dirette o invitano al confronto.

Dare alle persone la possibilità di commentare, rispondere e condividere la propria opinione rende il contenuto più coinvolgente e aumenta la probabilità che rimangano interessate al brand.

Attenzione alle immagini e non alle parole

La vecchia massima “Verba volant, scripta manent” oggi non è più valida. Oggi vale più “Video manent”. I contenuti visivi hanno una capacità di trattenere l’attenzione sei volte superiore rispetto al testo scritto:

  • Un contenuto video ha il 65% di probabilità di essere ricordato.
  • Un testo scritto solo il 10%.

Questo significa che il marketing visivo (video, immagini, infografiche) è fondamentale per emergere in un panorama digitale sovraffollato.

Personalizzazione: Mettici la Faccia

Uno dei trend più importanti per combattere la “attention recession” è la personalizzazione.

Le persone vogliono interagire con altre persone, non con entità aziendali impersonali. Inserire un personal touch, ovvero una componente autentica e umana, rende il messaggio più efficace. Mostrare il proprio volto, raccontare esperienze reali e creare una connessione emotiva con il pubblico aumenta l’engagement e rafforza il rapporto di fiducia con i clienti.

Conclusioni

La “attention recession” sta cambiando le regole del marketing: non basta più interrompere, bisogna invitare e coinvolgere. Le strategie per vincere questa sfida sono:

  • Offrire valore reale invece di messaggi autoreferenziali.
  • Essere brevi e diretti, senza perdere tempo in contenuti superflui.
  • Favorire l’interazione, stimolando conversazioni e confronti.
  • Puntare su video e immagini, molto più efficaci dei testi lunghi.
  • Personalizzare la comunicazione, mostrando il lato umano del brand.

Grazie a Think with Google per le analisi continue sulle nuove tendenze del marketing digitale!

Articolo di Alessandro Chiavacci

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