Zoom, una delle piattaforme che ha definito il nostro modo di lavorare e comunicare negli ultimi anni, sta cambiando pelle. La notizia del rebranding che abbandona il focus esclusivo sui video per puntare sull’intelligenza artificiale (AI) segna un nuovo capitolo nell’evoluzione della piattaforma.
L’evoluzione di Zoom: dall’era dei video all’intelligenza artificiale
Autore: Alessandro Villa
Ma non si tratta solo di Zoom. Questo cambiamento riflette una tendenza globale: le grandi aziende stanno rivedendo il loro approccio per concentrarsi nuovamente sulle persone, piuttosto che trattarle come semplici numeri.
Intelligenza artificiale: il motore del cambiamento
Con l’uso sempre più massiccio dell’AI e del machine learning, le modalità di interazione online stanno cambiando. Non solo è diventato più facile accedere a informazioni e strumenti, ma i tempi per la creazione e l’analisi dei dati si sono drasticamente ridotti.
Grazie all’AI, i big data non sono più solo report statici. Oggi gli algoritmi non si limitano a fornire numeri: li interpretano, traggono insight e offrono soluzioni automatizzate in tempo reale. Questo ha permesso alle aziende di spostare le risorse verso attività più centrali per gli utenti, come il supporto personalizzato e le esperienze di utilizzo migliorate.
Zoom, ad esempio, sta integrando funzionalità di AI per semplificare l’organizzazione delle riunioni, migliorare la produttività e, soprattutto, ridurre il carico cognitivo degli utenti.
Tornare alle persone: un nuovo paradigma
Per anni, il focus delle grandi aziende digitali è stato sui numeri: utenti, clic, conversioni. I clienti erano trattati come dati statistici, da analizzare e ottimizzare. Ora, con gli algoritmi che gestiscono buona parte del lavoro analitico, emerge un ritorno al fattore umano.
Da un lato, questa tendenza è una questione filosofica: tornare a mettere al centro le persone, non i numeri. Dall’altro, è una scelta pratica: le aziende che sanno ascoltare i propri clienti e offrire un supporto diretto e personalizzato ottengono maggiore soddisfazione e fedeltà.
Il valore della personalizzazione
Lavorando ogni giorno a contatto con le persone, mi sono reso conto che trattare i clienti come semplici numeri o delegare completamente il loro supporto a terzi è un rischio enorme. Non significa che un’azienda con milioni di clienti possa seguire ognuno individualmente, ma adottare sistemi che permettano agli utenti di sentirsi apprezzati è una strategia che ripaga.
Un esempio? Una nostra collaborazione con un cliente del settore tech ha previsto l’introduzione di un sistema di customer care basato su AI, ma con un forte focus umano nel post-vendita. Non solo le recensioni positive sono aumentate, ma anche il tasso di riacquisto è cresciuto del 25%.
Zoom e il futuro delle relazioni digitali
Il rebranding di Zoom e il suo spostamento verso l’AI riflettono la necessità di combinare l’efficienza tecnologica con l’attenzione alle persone. Non si tratta solo di migliorare i processi, ma di creare connessioni più autentiche e significative con gli utenti.
In un mondo che evolve così rapidamente, tornare a mettere al centro le persone è la scelta vincente, sia per le grandi aziende che per le piccole realtà. E come sempre, il nostro obiettivo deve essere quello di costruire relazioni, non solo numeri.
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