Negli ultimi anni, ho notato un cambiamento significativo nel modo in cui consumiamo i contenuti televisivi. Personalmente, durante le partite, mi ritrovo spesso con un occhio sul televisore e l’altro sullo smartphone, immerso in blog, chat e social network dedicati alla partita. Questo fenomeno, noto come “second screen”, è diventato una componente fondamentale della nostra esperienza televisiva.
Lo share della televisione è ancora così importante oppure ormai il web (social, YT) è il primo screen?
L’ascesa del Second Screen
Il “second screen” si riferisce all’uso simultaneo di un secondo dispositivo, come smartphone o tablet, mentre si guarda la televisione. Fino a qualche anno fa era stimato che quasi tre quarti dei telespettatori italiani utilizzassero uno smartphone o altri device per accedere a Internet durante la visione televisiva, spesso per un’esperienza online non correlata a quanto trasmesso in TV. Oggi invece è la TV che chiede direttamente agli utenti di usare lo smartphone per interagire con la trasmissione, quello che un tempo era “le chiamate da casa”, oggi sono diventate le interazioni su QRCode o con le App del broadcaster.
Un Nuovo Modo di Vivere la Televisione
Eventi come il Festival di Sanremo evidenziano come il second screen sia diventato parte integrante della fruizione televisiva. Conosco persone che, più che guardare la TV, trascorrono le serate a commentare, valutare e discutere su canzoni, performance e outfit dei partecipanti sui social media. La RAI stessa ha riconosciuto questa tendenza, incoraggiando l’interazione degli spettatori attraverso piattaforme digitali.
Riconsiderare lo Share Televisivo
Questa evoluzione solleva una domanda interessante: lo share televisivo dovrebbe essere calcolato solo attraverso i metodi tradizionali come l’Auditel, o dovremmo considerare anche le interazioni sui social media e altre piattaforme online? In un mondo sempre più connesso, diventa essenziale analizzare l’impatto sociale allargato di un programma televisivo, includendo le discussioni e le interazioni digitali.
L’Impatto del Second Screen sulla Comunicazione Aziendale
Questa trasformazione influisce anche sulla comunicazione aziendale. Le aziende devono ora considerare strategie che integrino sia la televisione tradizionale che le piattaforme digitali. Fino a pochi anni fa, la creatività televisiva guidava le campagne pubblicitarie, ma oggi è fondamentale sviluppare contenuti che funzionino sia sul piccolo schermo che online.
Conclusione
In conclusione, il fenomeno del second screen ha ridefinito il nostro rapporto con la televisione. La comunicazione aziendale deve adattarsi a questa nuova realtà, creando strategie che abbraccino sia i media tradizionali che quelli digitali, o forse viceversa!
Come cantavano The Buggles nel 1980, “Video killed the radio star”; oggi potremmo chiederci se i social media stiano “uccidendo” la star televisiva, o se stiano semplicemente trasformando il modo in cui interagiamo con i contenuti.
Articolo di Alessandro Chiavacci